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I rischi dell'ipertensione in gravidanza

Future mamme, occhio alla pressione

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Pubblicato il: 10-07-2012

L'aumento della pressione in gravidanza può essere pericoloso. Per questo è importante misurarla regolarmente, anche da casa.

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Sanihelp.it - In gravidanza la pressione subisce un aumento che può rivelarsi pericoloso, perciò è importante misurarla fin dall’inizio. Si stima che nei Paesi industrializzati circa il 10-20% delle gravidanze siano complicate da un problema di ipertensione che, se non controllata, può mettere a rischio la vita della mamma e costituisce un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari a distanza.

Anche il nascituro non è immune da pericoli: i disturbi ipertensivi della gravidanza si associano a un aumentato rischio di ritardo di crescita intrauterino, morte intrauterina e parto pretermine.

L’ipertensione in gravidanza viene classificata come: preesistente, quando viene diagnosticata in epoca antecedente alla gravidanza o prima della 20esima settimana, oppure gestazionale, quando il riscontro avviene dopo la 20° settimana in una donna precedentemente normotesa che presenti un ritorno ai valori pressori pregravidici entro 12 settimane dal parto. In questi casi l’ ipertensione può far parte di un quadro più complesso, la preeclampsia e l’eclampsia, caratterizzata da una compromissione del sistema nervoso centrale con gravi manifestazioni convulsive.

Le cause che portano a ipertensione gestazionale rimangono tuttora sconosciute, nonostante le ricerche e gli studi in atto. Si sa però che alcune donne sono più a rischio: chi non ha mai avuto figli, ha più di 35 anni, è obesa, ha precedenti di ipertensione gravidica in famiglia, ha una gravidanza gemellare, presenta malattie croniche quali diabete, ipertensione, nefropatie oppure alterazioni genetiche e acquisite del sistema coagulativo.

Queste donne devono prestare ancora più attenzione al controllo pressorio durante la dolce attesa e anche dopo il parto, per gli effetti a lungo termine sulla salute del cuore. Inoltre, le mamme con una gravidanza caratterizzata da ipertensione sono a rischio di sviluppare una simile complicanza anche nelle successive maternità.

Si parla di ipertensione gestazionale quando la pressione sistolica supera i 140 mm Hg e la pressione diastolica supera i 90 mm Hg: la presenza di tali valori deve essere confermata da una successiva misurazione, eseguita ad almeno quattro ore di distanza. Quando la media dei valori supera quelli indicati, è importante rivolgersi al proprio medico curante o al ginecologo.

Il controllo dei valori pressori consente di proseguire la gravidanza per favorire la maturazione polmonare del feto. Circa il riposo a letto, non ci sono evidenze che migliori l’esito delle gravidanze con ipertensione gestazionale. In casi selezionati si ricorre anche ai farmaci, secondo indicazione medica.

A causa delle alterazioni funzionali e fisiologiche che intervengono in gravidanza e rendono difficile la misurazione della diastolica (la pressione minima), risulta utile utilizzare strumenti specifici per le future mamme. Per esempio Mamy Check di Pic Solution ha un pratico indicatore di pressione alta che segnala i valori di rischio. Costa circa 109,00 euro e si acquista in farmacie, parafarmacie e grande distribuzione.

FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Afar (Associazione Fatebenefratelli per la ricerca) e Pic Solution

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