
Ci siamo lasciati, ma siamo rimasti amici. Dopo quello che mi ha fatto, mi chiede anche se rimaniamo amici! Chissà quante volte abbiamo sentito queste frasi in seguito alla fine di una storia. La questione è curiosa: si può o non si può rimanere amici, dopo che si è avuta una relazione?
Nessuno meglio del Dottor Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, può aiutarci a chiarire la situazione.
«Vi sono due fattori fondamentali e strettamente legati che giocano un ruolo fondamentale nel nuovo rapporto tra ex.
Innanzitutto dipende da com'è stata la storia, com'è nata, che importanza e che intensità ha avuto. In secondo luogo dipende dall'epilogo, ovvero come i due partner si sono lasciati. Generalmente i due fattori sono in stretto legame: la fine di una storia è molto legata all'andamento che questa ha avuto.
Qui si aprono due scenari:
1. Ci si lascia male: il caso più frequente; la decisione è stata di uno dei due che si rende conto di non voler più portare avanti la relazione. Abbiamo quindi un componente della coppia ancora innamorato e uno non più interessato. In questo caso non può esserci amicizia, anzi sconsiglio proprio di cercarla! Chi ha lasciato tenta la carta dell'amicizia per soffocare il senso di colpa della sofferenza che sta causando, mentre chi è stato lasciato spera che l'amicizia riporti a galla la relazione facendo riaffiorare i sentimenti di una volta. Nulla di più sbagliato. Ci sono casi in cui le coppie si lasciano per poi rimettersi insieme positivamente, però occorre del tempo, occorre un distacco in cui i due possano rielaborare quanto accaduto e magari decidere di ricominciare insieme.
Per far sì che la seconda chance funzioni serve un'istanza di rinnovamento, altrimenti si ricadrà negli stessi problemi e negli stessi errori.
2. Ci si lascia di comune accordo: caso rarissimo, i due partner devono rendersi conto entrambi che la storia non gira e che i sentimenti non sono magari che un fuoco di paglia. In questo caso in cui nessuno dei due prova più innamoramento nei confronti dell'altro è possibile che si crei una relazione di amicizia tra i due e che un rapporto d'amore che non ha funzionato sia l'occasione per creare una relazione diversa, ma comunque piacevole.





io ho fatto questa esperienza della fine e dei sensi di colpa relativi, e sono d'accordo con il dottor Rossi che bisogna prima ricompattarsi personalmente e poi eventualmente riproporsi su nuove basi . Rimettersi in sesto dopo un distacco richiede tempo e lontananza assoluta, solo cosi' si riprende in mano se stessi. Un amore soprattutto se di lunga durata ci ha coinvolto totalmente e quando finisce si distrugge quasi l'identità della persona che deve nuovamente rimettersi in sesto. Soltanto dopo si puo' riaffrontare la persona su nuove basi o perlomeno integrarla nel proprio interiore come una esperienza , un dono vissuto e che fa parte di te indelebilmente. Dunque non per forza deve esserci un'amicizia successiva, e non è neanche importante realmente, perchè intanto si è cambiati , e non si vogliono piu' le stesse cose, o si vedono certe cose al passato, superate. Quando si puo' pensare a qualcuno come una persona del tuo passato, allora si è guariti dal distacco. Amicizia, o nulla tutto dipende dalle condizioni di vita e dalle circostanze.
Io e il mio ex abbiamo divorziato di comune accordo, principalmente per mia volontà , anzi ho insistito parecchio, in quanto lui piu' giovane, senza figli, io piu' grande con figli, famiglia d'origine sua e ambiente culturale d'origine suo impostato sui figli...ad un certo punto pur volendogli bene ho capito che dovevo lasciarlo andare, doveve vivere la sua seconda vita, come io con lui avevo avuto la mia seconda vita. Dunque una decisione razionale e sofferta ma improrogabile, in quanto dopo 14 anni di vita insieme diventava anche lui troppo anziano per farsi una famiglia. Divorzio rapido, andato nel suo paese, fidanzato in 24 ore, tornato depresso, strano, sposato dopo 3 mesi, gelosie incredibili della moglie , lui attaccato a me , sensi di colpa miei, suoi, a tutti i livelli....alti e bassi per piu' di un anno. Finalmente ho capito che ormai dovevo chiudere totalmente per il mio e il suo bene. Cosi è stato, e in pochi mesi, l'ho allontanato piano piano e ora lo penso senza sensi di colpa e senza sentimenti negativi, molto tranquillamente. Spero sia per lui uguale , ma non c'era altra scelta. Se ci incontreremo, saremo molto diversi. nessun desiderio o senso di colpa mi lega piu' a lui, penso altrettanto per lui, e allora forse sarà possibile un tranquillo e chiaro rapporto di amicizia...ma non privato...ha una famiglia e le intimità personali tra due ex le ritengo pericolose per il coniuge ufficiale. Comunque è una mia scelta. In piu' è nato il figlio maschio, dunque ha tutto quello per cui io ho chiuso la nostra storia. Gli dissi, quando nacque il bimbo, che questo bambino era anche mio perchè lo avevo immaginato anni prima che nascesse e gliene parlavo sempre, ed è nato perchè ho buttato letteralmente quest'uomo fuori dalla mia vita. Ora so che il bimbo lo rende felice ed è realizzato come uomo e come padre. quello che poi è dentro di lui è il suo mistero, la sua ricchezza di vita, come per ognuno di noi. La libertà degli affetti non puo' essere schiavizzata, e il cuore va veramente dove vuole, e questo nessuno ce lo puo' togliere.